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Il Family Audit come strumento di Management per la Conciliazione Vita-Lavoro

Pubblicato il 23 June 2015 | Da : | Categoria : News-Eventi,Welfare Aziendale |

 

Family Audit: Cos’è e quali obiettivi vuole raggiungere

Il Family Audit è uno Standard di qualità della applicazione di politiche di conciliazione famiglia-lavoro che nasce in Germania e che si sviluppa in Italia dal 2009. L’ente di certificazione dello standard Family Audit in Italia è la Provincia Autonoma di Trento.

Lo Standard si inserisce all’interno dell’esperienza trentina dei Distretti Famiglia e più estesamente in un ambito di politica strategica europea che da almeno 15 anni punta, attraverso vari strumenti, a favorire la piena occupazione attraverso le politiche di genere e la diffusione della conciliazione vita-lavoro, in particolare per favorire la crescita dell’occupazione femminile.

Family Audit è innanzitutto uno strumento strategico di management utilizzabile da qualsiasi organizzazione, pubblica, privata o appartenente al mondo no-profit (sebbene vi siano differenze procedurali di applicazione), che ha l’obiettivo di aiutare tali organizzazioni a dotarsi di una politica di supporto al benessere dei propri dipendenti e delle loro famiglie, e di certificare concretamente questo impegno.

In particolare, l’approccio del Family Audit consente all’organizzazione di poter contare su uno strumento di analisi e su un network professionale di consulenza in grado di fornire un supporto necessario a selezionare assieme ai collaboratori stessi, le migliori soluzioni per garantire una conciliazione vita-lavoro. e un buon livello di flessibilità e di Welfare Aziendale.

Il processo sistematico e standardizzato di analisi, ricerca degli strumenti e applicazione delle soluzioni, ha come scopo il miglioramento della competitività e della qualità del lavoro nell’impresa grazie alla diffusione di prassi gestionali innovative in grado di migliorare il benessere dei dipendenti, il clima di lavoro, la produttività, riducendo i fenomeni di conflittualità.

Il lavoro realizzato, basato su una serie di procedure di controllo, ha come quadro di fondo il miglioramento continuo delle politiche e degli strumenti adottati e si concretizza nella possibilità di utilizzare un Marchio Family Audit dedicato.

 

Il processo di certificazione: dall’analisi iniziale all’applicazione concreta delle misure

Il processo di certificazione inizia con una domanda formale all’ente certificatore, ed ha complessivamente una durata di 6 mesi.

E’ costituito da tre fasi fondamentali: l’analisi, la progettazione e la valutazione. Preventivamente a queste fasi viene realizzato un workshop informativo interno con un gruppo di lavoro di referenti della direzione dell’organizzazione, con uno scopo informativo e di condivisione degli obiettivi al livello della governance.

L’intero percorso è monitorato da due professionisti accreditati: un consulente che supporta l’organizzazione nel lavoro di analisi e un valutatore che verifica la congruità dell’iter con lo standard Family Audit. Le organizzazioni che acquisiscono il marchio Family Audit sono iscritte in un apposito registro.

> la prima fase consiste in un’analisi iniziale (audit) dei fabbisogni di conciliazione/welfare aziendale dell’organizzazione, che si concretizza nel coinvolgimento di un gruppo di lavoro interno nell’ambito di un workshop specifico, e permette all’organizzazione, supportata da un consulente, di indagare lo “stato dell’arte” in termini di pratiche di conciliazione rispetto a 11 principali ambiti-temi, come per esempio gli orari, luoghi, processi, ecc.

> la seconda fase è relativa alla progettazione pratica delle attività che hanno lo scopo di venire incontro alle esigenze emerse, le quali vengono inserite all’interno del Piano Aziendale, che viene redatto e presentato dal consulente al gruppo di lavoro della direzione nell’ambito di un workshop finale;

> la terza fase è quella della valutazione definitiva del Piano Aziendale sottoscritto dalla direzione, nella quale viene certificata l’aderenza delle misure adottate allo Standard nel suo complesso. Il professionista accreditato dall’Ente per lo svolgimento di questa operazione è il Valutatore, che è iscritto in un apposito registro redatto dall’Ente. La certificazione rilasciata al termine della valutazione è una “certificazione-base”, che viene sostituita da una “certificazione finale” al termine dell’implementazione delle misure definite.

Il percorso e inoltre completato da un momento informativo plenario (workshop) conclusivo, con l’obiettivo di estendere l’informazione sulle modalità di lavoro, sugli obiettivi e sui risultati raggiunti al termine del processo.

La validità della certificazione è di tre anni, durante i quali l’azienda implementa le misure individuate e inserite nel Piano Aziendale. Al termine del periodo di applicazione l’azienda può rinnovare la certificazione, previa verifica dell’aggiornamento delle misure da adottare in un nuovo Piano Aziendale.

 

Quali sono gli vantaggi-benefici per una organizzazione?

Come detto, le imprese che vogliono ottenere la certificazione, sono accompagnate da un consulente accreditato dell’Ente e scelto dall’organizzazione, durante lo sviluppo dell’analisi e della co-progettazione delle attività da realizzare. Il consulente aiuta l’impresa nella preparazione alla certificazione fornendo supporto in termini manageriali e in fase di redazione dei protocolli degli incontri. Questa consulenza personale permette di avere consigli declinati alla specificità d’impresa.

Migliorare le condizioni dei dipendenti in termini di Welfare e Conciliazione permette di avere effetti positivi sul clima generale di lavoro delle organizzazioni, di aumentare l’attrattività aziendale sul mercato del lavoro e di aumentare la produttività grazie a più di motivazione dei dipendenti e meno stress. Permette infine di dare una migliore immagine della struttura all’esterno (per esempio attraverso la comunicazione di politiche di genere e pari opportunità).

 

Lo stato dell’arte e l’impegno del Governo per la diffusione

Ad oggi sono circa 100 le organizzazioni certificate Family Audit in Italia. Tra queste anche L’Ovile, cooperativa sociale reggiana che abbiamo conosciuto da vicino come Focus Lab, durante il coordinamento tecnico del Laboratorio CSR di Reggio Emilia 2015. 

Il primo rilascio di certificato di base è stato emesso nel 2009. Sono presenti inoltre 13 consulenti accreditati e 4 valutatori.

Alla luce dei positivi risultati ottenuti a livello provinciale, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nel 2012, ha individuato nello standard Family Audit uno strumento per la diffusione a livello nazionale della cultura della conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa all’interno dei luoghi di lavoro.

Tramite il Dipartimento per le politiche della famiglia si è attivata una prima sperimentazione a livello nazionale che si concluderà nel 2016. Nel 2015 è stato avviato un secondo bando con il coinvolgimento di altre 50 organizzazioni sul territorio italiano.

 


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