Esperienze

Incubatori di Start-up Green: due casi eccellenti a confronto

Pubblicato il 17 September 2014 | Da : | Categoria : Esperienze |

Un incubatore di imprese, proprio come lo strumento utilizzato in campo medico, ha la funzione di mantenere in vita ed aiutare a crescere una azienda neonata, nella sua prima fase di sviluppo precaria e incerta. In questa fase, l’azienda viene  chiamata start-up, ed è tipicamente caratterizzata da un notevole quantità di idee emergenti, ma è carente dal punto di vista della disponibilità di capitali, delle capacità manageriali e del numero clienti acquisiti. La funzione dell’incubatore è quella di mettere a disposizione della start-up una serie di servizi in grado di “nutrirla” con l’obiettivo di renderla matura e stabile: questi servizi vanno dalla possibilità di utilizzare spazi fisici alla consulenza fiscale e giuridica, dalla messa a disposizione di contatti e reti, alla verifica del business plan, alla fornitura di conoscenze e competenze di esperti.

Esistono decine di incubatori di imprese in Italia, dei quali oltre la metà sono di tipo “mixed-use”, mentre gli altri sono specializzati temi precisi, come quello tecnologico e informatico (39% del totale), o su settori come quello della moda e del design. Sono presenti, anche se in numero ridotto, alcuni incubatori di imprese con un forte orientamento al sostegno di start-up green,  imprese appena avviate nel campo delle eco-innovazioni, delle tecnologie ambientali, delle energie rinnovabili o della consulenza su vari ambiti di green economy. Questi “incubatori Green” sono caratterizzati da spazi fisici progettati in ottica di sostenibilità, attraverso tecniche di green building, recupero di spazi inutilizzati e utilizzo di impianti ad energie rinnovabili. Al di la di questo, le competenze e le conoscenze messe a disposizione delle start-up coprono la formazione, la ricerca, l’assistenza tecnica e il networking su temi di innovazione sostenibile.

imgresUn primo esempio è quello del Progetto Manifattura di Borgo Sacco – Rovereto (TN), una iniziativa della Provincia autonoma messa in campo per recuperare in modo innovativo lo spazio inutilizzato, pari a nove ettari, della vecchia cittadella della Manifattura Tabacchi risalente al 1854. Edilizia sostenibile, Energie rinnovabili e Tecnologie per l’ambiente sono i tre filoni principali nell’ambito dei quali si sviluppano le attività di Progetto Manifattura, una “green innovation factory” attiva dal 2009 che rappresenta un vero e proprio cluster di start-up, centri di ricerca, imprese, strutture di formazione, servizi di amministrazioni pubbliche, concentrate in una serie di spazi comuni per stimolare al massimo le interazioni, la creatività e le possibilità di collaborazione sul campo delle eco-innovazioni, rendendolo uno dei centri di punta a livello europeo nell’ambito delle pratiche di green economy. La struttura, luogo simbolico anche per la nascita storica del primo asilo aziendale in Italia nel 1923, si colloca all’interno di un territorio all’avanguardia a livello europeo nello sviluppo di politiche di sostenibilità e vuole essere un centro di innovazione industriale volto a ripensare a livello territoriale e nazionale il modo di produrre e di fare manifattura, facendo leva sui valori della qualità ambientale. Il progetto tecnico di recupero degli spazi è un esempio “di scuola” dell’applicazione di soluzioni green agli edifici, testimoniata anche dall’ottenimento della certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), ed ha visto la collaborazione di alcuni tra più importanti architetti ed esperti di sostenibilità a livello mondiale, come Arup, Kengo Kuma e Carlo Ratti, oltre a mettere in movimento più di 300 fornitori a livello locale e nazionale. 

Per quanto riguarda il supporto alle imprese, Progetto Manifattura interviene sia nella fase di avviamento (start-up) sia in quella di consolidamento, accogliendo e promuovendo progetti coerenti con i temi della sostenibilità ambientale. Le imprese possono direttamente insediarsi in Manifattura, usufruendo degli spazi (oltre 7000 metri quadrati complessivi ad uso ufficio e produttivo) e dei servizi messi a disposizione dal cluster (dal wi-fi al parcheggio, dagli uffici alla mensa, attività di formazione ed eventi legati alla sostenibilità), a patto di rispondere ad una serie di requisiti di “capacità innovativa”, che viene valutata entro due settimane dall’invio della proposta. Le formule di insediamento sono complessivamente quattro: Greenhouse Full, Greenhouse Flex, Greenhouse International e Innovation Factory. I piani corrispondono a diverse esigenze e a differenti fasce di prezzo ed hanno una durata temporale di 12 mesi; agli insediati viene richiesto di partecipare ai percorsi di formazione, affiancamento e tutoraggio offerti da Progetto Manifattura (la Green Innovation Academy) e di partecipare in modo propositivo alle attività comuni che vengono promosse all’interno di Progetto Manifattura, al fine di contribuire allo sviluppo di un polo di innovazione specializzato ed alla creazione di una comunità vivace e dinamica. Ad oggi le aziende insediate sono 33, di diverse dimensioni e operanti in differenti settori produttivi (mobilità, tecnologie ambientali, informatica, design, energia, corstruzioni, abbigliamento), ma accomunate dalle caratteristiche green dell’attività di business.


logoUn secondo caso di interesse, sempre all’interno del territorio regionale del Trentino Alto-Adige, è quello  del
TIS (Techno Innovation Sud Tyrol) Innovation Park, un centro di innovazione, cooperazione e trasferimento tecnologico situato nel territorio di Bolzano ed attivo dal 2009. Analogamente alla realtà del Progetto Manifattura, il TIS mette a disposizione spazi fisici e servizi di supporto alla creazione di imprese orientati all’attrazione e all’insediamento di nuove start-up, ma si focalizza maggiormente sull’innovazione di processo e di prodotto con un taglio scientifico-tecnologico (ne è testimonianza il nome stesso) e su un approccio di sviluppo e potenziamento del capitale territoriale e industriale altoatesino. Il parco tecnologico è organizzato per clusters, ovvero per filiere produttive o di servizi, corrispondenti alle eccellenze del territorio locale, tutti collegati con la green economy e il mondo delle eco-innovazioni: Alimentari, Alpine Wellbeing, Edilizia, Legno & Tecnica, Protezione Civile & Sicurezza Alpina e sport & winterTECH. Questi sei cluster rappresentano reti d’impresa che raccolgono 600 aziende attive, che collaborano nel TIS all’interno di 30 gruppi di lavoro, in continua metamorfosi a seconda delle esigenze del mercato e delle problematiche da risolvere a livello tecnico.

Gli obiettivi del parco sono principalmente quattro, e sono stati riassunti in modo efficace da altrettante formule “promozionali”: Sensibilizzazione sul tema delle conoscenze scientifiche e del know-how tecnologico e la rispettiva diffusione (My input); Coordinamento e conduzione della cooperazione all’interno delle aziende e tra le aziende, enti di ricerca, associazioni e altri attori (My network); Supporto nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi (My product); Supporto nella creazione di nuove imprese e insediamento di imprese tecnologiche (My office).

Quattro centri lavorano nel TIS in modo trasversale rimanendo pertanto a disposizione di tutte le aziende: l’Incubatore d’imprese, il Centro per le aziende tecnologiche, il Centro per il Free Software & Open Technologies e quello per lo Sviluppo di prodotto & nuove tecnologie. Tutti cercano di aiutare le imprese che si rivolgono a loro per problematiche specifiche, migliorando il loro processo di innovazione, aumentando il loro grado tecnologico e potenziando la loro competitività. Il TIS pubblica annualmente un Report delle attività, scaricabile sul sito ufficiale.

I due casi presentati, sebbene entrambi rappresentino esempi avanzati di incubatori di imprese con forte vocazione all’eco-innovazione, hanno modalità di sviluppo e obiettivi significativamente diversi. Progetto Manifattura rappresenta infatti una realtà di dimensioni contenute (poco più di 30 imprese), ma maggiormente vocata alla creazione e al supporto di nuove imprese in fase di formazione, che fa del recupero creativo e green della struttura simbolica della Manifattura tabacchi un elemento caratterizzante molto importante. Nel caso del TIS, invece, si ha un centro  di vaste dimensioni ormai consolidato di supporto allo sviluppo economico in chiave tecnologica eco-innovativa di nuove imprese, ma più in generale delle filiere territoriali esistenti e dell’intero sistema altoatesino, inserito in un contesto di co-progettazione tra imprese nuove e consolidate in un’ottica europea e di reti globali. La qualità delle attività e dei progetti messi in campo dalle due strutture, al di là delle differenze strutturali, offre un esempio di quanto ampie possono essere le opportunità offerte da un lato dalla creazione di punti di contatto e piattaforme di collaborazione tra imprese anche molto diverse, e dall’altro dallo sviluppo di tecnologie, processi e prodotti eco-innovativi.


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