CSR Management

Verso una nuova Strategia Europea per la CSR. Le novità in 7 punti.

Pubblicato il 23 February 2015 | Da : | Categoria : CSR Management |

La strategia europea per lo sviluppo e la promozione della Responsabilità Sociale d’Impresa (CSR) è rappresentata da un insieme di provvedimenti e iniziative che sono volte a stimolare il dibattito a vari livelli territoriali e amministrativi, appoggiando la diffusione di conoscenze e pratiche nelle imprese del continente, nella convinzione (più volte confermata  nella Strategia Europa 2020) che la Responsabilità Sociale sia un efficace strumento in grado di veicolare sostenibilità e innovazione all’interno del sistema industriale europeo.

Il documento operativo di riferimento prioritario e maggiormente aggiornato a livello europeo è la Comunicazione della Commissione “Una rinnovata Strategia Europea per la CSR – 2011-14″ (COM 681/2011), all’interno della quale, oltre alla nuova definizione di CSR che viene formulata (La responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società), viene anche stilato un programma di 8 punti e 13 iniziative attraverso le quali accompagnare lo sviluppo del profilo europeo di CSR dal 2011 al 2014

L’aggiornamento e la valutazione di questo documento, che ha terminato il suo periodo di interesse temporale a fine 2014, è stato discusso con i rappresentanti dei principali gruppi di Stakeholder a livello continentale all’interno del Multistakeholder Forum on Corporate Social Responsibility, in un significativo percorso di discussione e confronto con portatori di interesse pubblici e privati su vari livelli territoriali. Nell’ambito dell’ultimo incontro del Forum, tenutosi tra il 3 e il 4 febbraio scorsi a Bruxelles, i referenti di varie associazioni ed istituzioni europee hanno completato l’ultimo passaggio di revisione dell’aggiornamento della Strategia CSR Europea nel periodo 2015-2018.

La seduta di febbraio dell?European Multistakeholder Forum on CSR.

La seduta di febbraio dell?European Multistakeholder Forum on CSR.

La discussione è stata articolata in vari sotto-ambiti tematici di interesse prioritario, ed i contenuti sono stati sintetizzati all’interno di un documento conclusivo di rendicontazione, che costituirà la base di lavoro per la costruzione del documento ufficiale della Commissione. 

Al di là di un dibattito iniziale, per quanto di fondamentale importanza sulla terminologia di CSR e sulla sua efficacia semantica in vari contesti necessariamente diversi e con diverse sensibilità, il confronto si è articolato su sessioni parallele, facendo emergere argomenti in parte nuovi, in parte già noti, indirizzati a valutare le possibili piste di evoluzione della strategia europea nei prossimi anni, che sintetizziamo di seguito:

1. La CSR deve vedere riconosciuta l’importanza significativa che presenta in termini di accesso ai mercati internazionali, in particolare nel suo binomio semantico con il concetto di sostenibilità delle imprese. Questa importanza cresce quando le imprese globali si trovano ad operare in contesti che presentano barriere legislative meno stringenti in relazione agli obblighi ambientali e sociali.

2. Aumenta l’esigenza di creare o rafforzare i network-reti in grado di realizzare connessioni stabili ed efficaci tra il mondo della Scuola e dell’Istruzione e quello dell’impresa, sia a livello di singoli sistemi locali che di piattaforme europee, con lo scopo di valorizzare e rendere competitivo il Capitale Umano su scala territoriale ed europea. 

3. La CSR non deve essere percepita come una scorciatoia verso il successo, ma come un moderno modello di eccellenza nel fare impresa; in particolare, per il vasto sistema  delle Piccole e Medie imprese europee, che rappresentano oltre il 90% del numero totale di imprese sul continente, sono fondamentali le continue innovazioni in termini incrementali del modello di business verso la sostenibilità.

4. E’ necessario superare gli ostacoli e le barriere esistenti allo sviluppo di un efficace e significativo esercizio degli acquisti sostenibili (Sustainable Public Procurement – SPP) sia su scala europea che su scala nazionale e regionale. E’ fondamentale in questo senso semplificare le procedure e rendere chiari i criteri di preferenza e premialità.

5. Il mondo delle Associazioni di Categoria e delle rappresentanze settoriali delle PMI su scala locale e nazionale sono attori fondamentali allo sviluppo e alla diffusione di pratiche, specialmente verso un modello sempre più convinto di Circular Economy europea.

6. A livello di singola impresa, il Reporting di Sostenibilità resta lo strumento principe per monitorare e quantificare il valore delle attività in ottica di Sostenibilità condotte dall’organizzazione. Anche sul tema degli investimenti, il valore della rendicontazione non finanziaria è sempre più evidente nel campo degli investimenti effettuati dai fondi istituzionali, che dopo l’inizio della crisi, al fine di ridurre il rischio, hanno iniziato a prediligere investimenti responsabili verso società dotate di un sistema di Reporting di Sostenibilità.

7. Sempre più importanza, infine, riveste il tema della trasparenza e della legalità lungo la catena del valore / Supply Chain. In questo senso gli strumenti della Due Diligence da parte delle imprese e dell’informazione al consumatore da parte della Commissione, giocheranno il ruolo chiave nei prossimi anni.

 

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